Anna Bellinazzi nasce nel 1969 a Busto Arsizio, città nella quale compie gli studi diplomandosi al liceo Artistico Candiani.
Non si tratta solo di una pittrice, ma di un’artista che, nel tempo, si è cimentata in varie forme di comunicazione artistica, in innumerevoli stili e su svariati materiali che ha modificato con il suo pennello.
Nel corso degli anni, Anna ha partecipato a diverse mostre sia individuali che di gruppo, ad eventi pluriartistici come la Biennale di Milano international art meeting ad opera del critico Vittorio Sgarbi, a mostre presiedute dal critico Grasso Giorgio o ad importanti rassegne d’Arte contemporanea, come l Art Parma Fair.
Ha un anima brillante di colori, che rende le tele vivaci e coinvolgenti;
sono il marchio di fabbrica di Anna Bellinazzi, artista poliedrica dalla grande personalità stilistica.
Le opere di Anna vivono, rilucendo di una luce che è la via attraverso la quale giungere nei paesaggi incantati descritti dalla pittrice, luoghi in cui la magia e la fiaba trovano spazio e rappresentano tutta la forte personalità dell’artista.
Una personalità capace di trasmettere le emozioni più viscerali sulla tela, passioni e sentimenti provati dall’artista in un susseguirsi di luci e colori fiammanti che, come funi lanciate nel mare in tempesta, sono salvezza per i naufraghi della vita.
Tramonti infuocati, ninfee solitarie e dualismo tra uomo e animale, raccontano la magia di Anna Bellinazzi, la cui vivacità dei colori è una calamita per lo sguardo di chi osserva, la dose di benessere per chi sia dipendente da ciò che fa stare bene.
I colori vivaci delle tele di Anna Bellinazzi catturano lo sguardo e trasportano chi osserva nei luoghi del sogno, della magia e dell’incanto di questa straordinaria artista.
Le sue opere rappresentano il mondo onirico e fantastico della sua immaginazione spiccata e ricca di sensibilità.
Proprio per questo all osservatore sembra di essere immerso in un sogno dove ambientazioni e luoghi continuano a trasformarsi, in squarci straordinari dove non vengono mai tracciati gli immensi confini della fantasia.
ENGLISH VERSION
Anna Bellinazzi was born in 1969 in Busto Arsizio, where she graduated from the Candiani Artistic High School.
She is not just a painter, but an artist who, over time, has tried her hand at various forms of artistic communication, in countless styles and on various materials that she has modified with her brush.
Over the years, Anna has taken part in various individual and group exhibitions, multi-artistic events such as the Biennale di Milano international art meeting organized by the famous italian art critic Vittorio Sgarbi, exhibitions directed by critic Grasso Giorgio or important contemporary art exhibitions such as the Art Parma Fair.
It has a brilliant soul of colours, which makes the canvases lively and involving;
are the trademark of Anna Bellinazzi, a polyhedric artist with a great stylistic personality.
Anna’s works live, shining with a light that is the way to reach the enchanted landscapes described by the painter, places where magic and fairytale find space and represent all the strong personality of the artist.
A personality capable of transmitting the most visceral emotions on canvas, passions and feelings felt by the artist in a succession of lights and flaming colours that, like ropes thrown into the stormy sea, are salvation for the shipwrecked of life.
Fiery sunsets, solitary water lilies and dualism between man and animal, tell the magic of Anna Bellinazzi, whose lively colours are a magnet for the observer’s eyes, the dose of well-being for those who are dependent on what makes them feel good.
The bright colours of Anna Bellinazzi’s canvases capture the gaze and transport the observer to the places of dream, magic and enchantment of this extraordinary artist.
Her works represent the oneiric and fantastic world of her imagination which is marked and rich in sensitivity.
Precisely for this reason the observer seems to be immersed in a dream where settings and places continue to transform into extraordinary glimpses where the immense boundaries of the imagination are never traced.